martedì 30 ottobre 2012

Il trionfo della minigonna


Anche  questo post della rubrica Vintage vede come protagonista un  fumetto,  ma con due differenze:
  • la rivista che lo ha pubblicato è del 1967
  • non si tratta  della pubblicità di un prodotto






 

21 maggio 1967 - Prezzo rivista: Lire 100

Appena tre anni prima venne alla luce un’invenzione che sconvolse i canoni della moda femminile, la minigonna, ed è proprio questo provocante indumento il protagonista del fumetto che vi propongo oggi.
Mai prima di allora le gambe femminili si erano scoperte così tanto, neanche  durante gli anni venti che rappresentavano il primo periodo storico in cui la lunghezza delle gonne venne accorciata drasticamente.
Mary Quant  fu la creativa e anticonformista fashion designer che ideò la minigonna e per promuovere questo nuovo indumento, organizzò una tournée dove nel corso di ogni tappa le modelle che indossavano la minigonna, si lanciavano in balli scatenati sulle note della pop music.
Il successo travolgente però, fu sempre accompagnato dal rifiuto di un nutrito gruppo di benpensanti che la osteggiarono con le argomentazioni più fantasiose.
I medici, ad esempio, descrivevano tragici effetti collaterali quali precoci reumatismi e problemi circolatori, mentre le industrie tessili  sognavano il ritorno di gonne lunghe, arricciate e con strascichi, nonché di sottogonne per veder crescere la produzione anziché vederla diminuire drasticamente per colpa di questo capo di abbigliamento che per di più nasceva dalla strada.
Il fumetto che pubblico è da una parte un piccolo documento sull’opposizione, spesso ipocrita,  sostenuta da una certa categoria  di esponenti del sesso maschile, dall’altra è un attacco aperto agli esponenti della chiesa cattolica, sulla scia dello stile che caratterizza la rivista ABC.
A questo proposito vorrei concludere con qualche piccola informazione su questo periodico, dato che tornerò a mostrarvi altre pubblicità o curiosità.
Ne ho comprate un paio di copie al mercatino dell’antiquariato di Palermo e mi ha incuriosita prima di tutto per il periodo storico, proprio a cavallo di quel fermento sociale e culturale che caratterizza la fine degli anni 60 e poi perché gli articoli ruotano sempre sull’ argomento piuttosto scottante della sessualità, tanto che anche i libri e film consigliati sono in tema  e le foto di belle donne poco vestite abbondano. 
In tutti i numeri sfogliati non manca mai l’articolo anche breve, che in qualche modo  attacca la chiesa ed i suoi esponenti; per farlo  non si risparmia nessun mezzo, neanche quello del fumetto tanto che in quello pubblicato appena sopra, mi sembra di percepire che l’astio e il desiderio di denigrare una categoria sia addirittura subordinato al messaggio che si vuole trasmette, se non addirittura alla stessa logica della storia.
Leggete e fatevi una vostra idea…
 









3 commenti:

  1. Mi appassiona giocare con il passato e la memoria quindi il tuo blog mi sembra veramente interessante.
    un saluto

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  2. Che bello! Qui a Colonia fanno un mercatino, 4 volte all´anno dedicato agli anni ´50. Interessante

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  3. ottimo blog davvero...diveros dal comune

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